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Martin Schongaurer
Cristo e la Maddalena(part.)
bulino


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Albrecht Dürer
Stemma della vanità
1503


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Harmensz Van Ryn Rembrandt
La negra distesa



Andrea Mantegna
Baccanale col tino
1490




Giovani Benedetto Castiglione
Malinconia
acquaforte


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Giambattista Piranesi
Le carceri
tavola V, 1761
Archivio Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2003    
La collezione Sabbatani
Capolavori della storia dell'incisione dal XV al XX secolo

La sera di venerdì 20 aprile 2001, alla presenza del Sindaco e dell'Assessore alla Cultura, è stata data ufficialmente la notizia, in occasione di una riunione del Rotary Club di Faenza, della donazione al Comune di una pregevolissima raccolta d'arte grafica da parte del dottor Rodolfo Sabbatani, socio rotariano del Club cittadino.

La collezione è composta da 67 incisioni antiche, con esemplari che coprono l'arco temporale dal XV al XVIII secolo, 70 incisioni moderne del XIX e XX secolo, 4 disegni, 281 volumi di grafica, 70 volumi di The Illustrated Bartsch, repertorio fondamentale per la grafica antica, un separé a cinque ante che riporta, incollate simmetricamente, incisioni acquerellate di tavole di Vincenzo Coronelli, noto geografo ravennate vissuto tra il XVII e XVIII secolo, e un centinaio di testi di storia dell'arte.

La quantità, pur cospicua, della donazione non è l'elemento più significativo: è la qualità dei pezzi a determinarne l'importanza. Si tratta infatti di una "galleria" di capolavori dei grandi maestri dell'incisione, collezionati con l'intento di ripercorrere e documentare le presenze più importanti nella produzione grafica dal Quattrocento alla fine del Novecento in ambito occidentale, con qualche puntata nell'Estremo Oriente.

Questa raccolta d'arte è stata formata dal dottor Roberto Sabbatani, stimato medico di famiglia faentino, dall'inizio degli anni Cinquanta fino al 1988, anno della sua morte improvvisa a seguito di incidente stradale all'età di sessantotto anni. Celibe e senza figli, dopo la sua morte, la collezione passò per eredità al fratello Rodolfo, membro del Rotary Club Faenza, il quale dopo una lunga trattativa con l'Ammini-strazione Comunale, è addivenuto alla decisione di donarla alla città con un gesto liberale che è indice di grande disinteresse e di quella passione civile che vuole potenziare e incrementare le istituzioni del consesso culturale.

Nell'arco di quarant'anni Roberto Sabbatani dedicò il suo tempo libero dalla professione alla ricerca dei pezzi, investendo negli acquisti di opere d'arte i guadagni del suo lavoro. Suoi abituali fornitori erano le maggiori librerie d'arte italiana: la libreria Salamon di Milano, la libreria Prandi di Reggio Emilia, la libreria Marsilio di Padova, la Bottega d'arte di Torino, con le quali nel tempo si erano creati rapporti d'amicizia e di fiducia e che spesso fornivano consigli, presentavano novità, proponevano cambi, avvertivano della presenza di mostre e di aste d'arte in Italia e all'estero. Gradatamente, si era così formata l'idea di documentare le prove grafiche dei grandi maestri della pittura e dell'incisione in una summa che scegliesse i pezzi più significativi. Se vogliamo infatti definire le connotazioni del fondo Sabbatani dobbiamo dire che non si tratta di una collezione monografica specializzata su un autore, ma di una rassegna che vuole presentare lo stile e la tecnica di tutti gli incisori più famosi. Questa caratteristica, per così dire "enciclopedica" è stata rilevata anche da una nota studiosa americana di storia dell'arte, Phyllis D. Massar che, giunta a Faenza per alcune verifiche su una ricerca che sta completando su Felice Giani, ha gentilmente dedicato un'intera mattinata a visionare i pezzi, fornendo indicazioni bibliografiche per lo studio analitico e la redazione delle schede ed elementi conoscitivi per lo stato delle tirature.

Tra le incisioni cosiddette antiche, solo per citarne qualcuna, ricordiamo due xilografie di incisori anonimi tedeschi del Quattrocento Cristo nel giardino e Madonna in trono col Bambino, esemplari rarissimi da reperire ai tempi odierni in quanto originariamente destinati al culto popolare, stampati su carte povere, molto usurati nel tempo e quindi andati, per la maggior parte, dispersi. Incontriamo due bulini di Andrea Mantenga La sepoltura di Cristo e Baccanale col tino, otto incisioni di Albrecht Dčrer, tra cui segnaliamo Coppia minacciata dalla morte, Stemma della vanità, Il cavaliere, la morte e il diavolo e una xilografia, sempre di Dčrer, con Ercole e Caco, due bulini di Marco Antonio Raimondi la Strage degli innocenti e L'arrampicatore, una xilografia di Luca di Leida Il peccato originale e, del medesimo, tre bulini Il trionfo di Mordecai, Il ritorno del figliol prodigo, Susanna e i vecchioni, uno splendido bulino di Martin Schongauer Cristo e la Maddalena, due acqueforti di Stefano Della Bella La roccia dei venti e Partenza di una galera, due pezzi di Pietre Brueghel Fuga in Egitto e La Kermesse de la S. Georges, una tavola dal quinto volume de Le carceri di Giambattista Piranesi e quattro acqueforti di Rembrandt, tra cui la magnifica Negra distesa.

A spartiacque tra il nucleo antico e il nucleo moderno si collocano due acqueforti di Francisco Goya Cani contro il toro e Dice di sì e dà la mano al primo che si presenta. Sul versante moderno, per il XIX secolo, i francesi sono gli autori maggiormente presenti, rispecchiando la grande stagione dell'arte francese ottocentesca; troviamo Honoré Daumier, Paul Cèzanne, Edouard Manet, Jean Baptiste Camille Corot, Henri de Toulouse-Lautrec, Odilon Redon. Due capolavori di James Ensor La cattedrale (1896) e di Henry Whistler La merchande de Moutard chiudono la galleria ottocentesca, che comprende anche una finissima acquaforte di Max Klinger Il Centauro e una xilografia di sapore arcaico di Paul Gauguin. La veloce incursione nel mondo orientale è documentata da due autori dell'Ot-tocento: Hokusai La foresta di bambù (1834) e Hiroshige Shimada (1833-34).

Per il Novecento la collezione spazia in tutti i paesi con litografie, anche a colori, e acqueforti di artisti molto noti quali Giorgio Morandi, Henry Moore, Max Ernst, Georges Braque, Georges Rouault, Oskar Kokoschka, Maurice de Vlaminck, Pablo Picasso, Fernand Léger, Giacomo Manzù, Claes Oldenburg, Giorgio De Chirico, Vasilij Kandinskij, Avati, con un tocco di passione campanilistica faentina per la presenza di Leonardo Castellani e Giuseppe Tampieri. Accompagna il corpus delle incisioni una ricca biblioteca di testi sulla grafica, in varie lingue, con monografie sui singoli autori che spesso presentano l'opera incisoria completa di un artista, veri e propri repertori monotematici, arricchiti all'interno da numerose tavole litografiche e incisioni originali: una collezione che si configura come una vera e propria raccolta nella raccolta. Si tratta di volumi, per la maggior parte a tiratura limitata, ormai scomparsi da mercato librario, che solitamente non sono presenti in collezioni pubbliche, ma solo presso grandi gallerie d'arte o collezionisti privati. Difficile scegliere solo qualche opera da una serie così esclusiva, che va dagli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta e presenta anche autori che non figurano nelle tavole sciolte, ma è doveroso segnalare Chagall litographe, in cinque volumi (Sauret 1963), Graphic works of Max Klinger (New York 1977), Marino Marini. Opera grafica completa 1914-1975 (Livorno, Grafis arte), Mirò lithographe, in cinque volumi (Paris, Mazo, 1972), Munch. Calcografie, litografie, silografie (Firenze, La Nuova Italia, 1977), Picasso. Catalogo dell'opera incisa, 3 volumi (Berna 1968-1974), Rouault. Oeuvre gravé, 2 volumi (Montecarlo 1978), Toulouse-Lautrec, 2 volumi (ACR edition, 1985), The complete wood cuts of Albrecht Dčrer (New York, 1963), L'oeuvre gravé de James Ensor (1947).

Le incisioni sciolte sono già state collocate in Biblioteca nella Sezione dei rari e più precisamente sono entrate a far parte del Gabinetto di stampe e disegni e sistemate in apposite cartelle di cartoncino antiacido, atte alla migliore conservazione, suddivise per cassetti in cassettiere metalliche, onde evitare i danni della luce. Appena possibile saranno eseguiti alcuni lavori di ripulitura e restauro. I volumi verranno incamerati in un secondo momento, fatta eccezione per alcuni libri d'arte di carattere generale, che sono gia pervenuti e sono in corso di catalogazione, e per i settanta volumi di The Illustrated Bartsch che sono già stati acquisiti nelle raccolte della Biblioteca.

E' già pervenuto in Biblioteca anche un separé a 5 ante mobili che riporta incollate (18 fogli per anta) 90 tavole incise e acquerellate con vedute di fortificazioni militari da disegni di Vincenzo Coronelli (1650-1718). Le incisioni, per l'esattezza, sono tratte da Teatro della guerra, diviso in 48 parti in cui sono esattamente delineati e compendiosamente descritti sino l'anno 1700 i regni, le provincie, le città, le fortezze, le piazze, i porti e gli altri luoghi principali dell'Europa, Asia, Africa, dell'una e l'altra America in pianta, in veduta o in elevazione con le recenti loro fortificazioni. Pubblicato dal P. Coronelli secondo gli originali dell'Accademia Cosmografica ad uso dei suoi Argonauti ed a maggior delucidazione di quanto viene spiegato dall'autore nei 45 tomi della di lui Biblioteca Universale, In Napoli, con licenza dei superiori, 1706. L'identificazione è il risultato di una ricerca iniziata, ed ancora in corso, presso la biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna che conserva l'edizione completa dell'opera composta da diciannove volumetti in 8í oblungo, con legatura settecentesca originale in pergamena. In particolare le tavole provengono dal primo volume dedicato al Belgio che, all'epoca, era il "teatro" della guerra fra la Spagna e la Francia in lotta per la successione al trono spagnolo.
Alcuni quadri e disegni, che completano la collezione, verranno donati alla Pinacoteca Comunale di Faenza.

Attualmente è in corso il lavoro di catalogazione scientifica dei fogli sciolti da parte di Maria Chiara Zarabini e Pietro Lenzini, che già conoscevano la raccolta e nella serata del 20 aprile 2001 avevano illustrato al pubblico, con proiezione di diapositive, tratte da esemplari della donazione, sia gli aspetti più significativi dell'incisione contemporanea sia le caratteristiche delle diverse tecniche incisorie. A loro sono state affiancate Alessia Alberti, Elisabetta Cunsolo, Monica Scorsetti, storiche dell'arte indicate dal prof. Paolo Bellini, noto conoscitore della storia dell'incisione in Italia.

La schedatura analitica prelude all'organizzazione di una mostra che si terrà il prossimo anno al Palazzo delle Esposizioni di Faenza, accompagnata da un catalogo storico-critico che presenterà, con numerose riproduzioni fotografiche, alla città e agli studiosi la ricchezza della collezione. Questo nuovo nucleo si aggiunge, qualificandola in maniera sostanziale, alla raccolta di stampe e disegni della Biblioteca Comunale di Faenza che, vogliamo ricordare, conserva oltre tremila disegni dello scultore Domenico Rambelli, più di milletrecento disegni dello scenografo Romolo Liverani, progetti architettonici di Giuseppe Pistocchi e molte incisioni popolari a carattere devozionale di produzione faentina.

L'immissione di questa raccolta di carattere artistico legata alla città, perché testimonianza degli interessi del dott. Roberto Sabbatani, è una apertura verso gli aspetti "colti" dell'incisione che è strettamente legata al libro sia per il supporto cartaceo tramite il quale viene veicolata, sia per le sue caratteristiche di multiplo da matrice e non di opera unica come gli esemplari pittorici o scultorei.


ANNA ROSA GENTILINI

Da "Manfrediana 33/34"


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